AIGOC Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici

Dalla consulta un nuovo, durissimo attacco alla dignità umana ed allo spirito della Costituzione Italiana

COMUNICATO N.3/2014 del 11 Aprile 2014

fecondazione eterologoIl Consiglio Direttivo dell’AIGOC di fronte alla sentenza della Corte Costituzionale di ieri, che dichiara incostituzionale il divieto della fecondazione eterologa della legge 40/2004, unanimemente esprime la propria amarezza e tristezza nel prendere atto che con questa ulteriore sentenza la Corte Costituzionale decreta la totale reificazione e mercificazione della persona umana in evidente contrasto con lo spirito che animò i Padri Costituenti nella stesura della nostra Carta Costituzionale e i Rappresentanti dei Popoli che avevano sperimentato i disastri della dittatura e dell’eugenetica nella stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

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L’aborto fai da te

COMUNICATO N.2/2014 del 26 Marzo 2014

L’aborto fai da teLa RU 486 inverte e contraddice le motivazioni storiche e psicosociali che hanno motivato fortemente i fautori della legge 194: un aborto privato per quanto precoce che sia, aggiunge solitudine a solitudine. Nell’aborto chirurgico l’interruzione di gravidanza viene delegata tecnicamente a una terza persona, nell’aborto chimico, la RU 486, è la stessa madre che si autosomministra il veleno che ucciderà il proprio figlio. Gli effetti fisici sono gli stessi di un aborto chirurgico eseguito in anestesia: contrazioni, espulsione, emorragia, ma, con la RU 486 la donna vive tutto questo in diretta senza neanche l’assistenza medica, è il massimo della responsabilizzazione psicologica. La RU 486 trasforma l’attesa della gravidanza, cioè del figlio, nell’attesa della sua morte che può durare fino a 10 penosissimi giorni: e in quel tempo si può pure cambiare idea ma non si può più tornare indietro. Anche il fatto che il decorso post abortivo sia meno traumatico è tutto da dimostrare soprattutto sugli aspetti psicologici poiché la donna va incontro a un vero e proprio lutto, indipendentemente dall’epoca in cui l’aborto viene eseguito e dalla tecnica usata.

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Nuovo codice di deontologia medica

COMUNICATO STAMPA N°4/2013 del 17 Settembre 2013

codice deontologia medicaNella bozza del nuovo codice di deontologia medica si proclama l’autonomia e l’indipendenza del medico ma nell’articolato lo si riduce a semplice burocrate ed esecutore dei desideri altrui.

Leggendo i diversi articoli della bozza del Codice di Deontologia Medica che il Comitato Centrale della FNOMCeO ha predisposto ed inviato per la consultazione agli Ordini Provinciali ci siamo subito resi conto che l’unico motivo per cui il Comitato Centrale ha sentito la necessità di riformulare il Codice di Deontologia Medica è quello di ridurre ulteriormente l’autonomia e l’indipendenza del Medico per asservirlo alle culture dominanti e a certa medicina dei desideri, che poco ha da spartire con la prassi medica che da Ippocrate ai nostri giorni ha visto moltissimi Colleghi non solo fare diagnosi e terapia ma prendersi cura delle persone che senza riserva alcuna si affidavano alle loro cure con piena fiducia.

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L'Italia è ancora uno stato democratico e libero?

COMUNICATO STAMPA N°1/2014 del 8 Febbraio 2014

pillole h160La pubblicazione sul supplemento ordinario n. 10 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 4 febbraio ultimo scorso del nuovo foglietto illustrativo del NORLEVO®, nel quale L’AIFA ha apportato una modifica sostanziale ai punti 4.2, 4.4, 4.5, 4.8 e 5.1, dei corrispondenti paragrafi del Foglio Illustrativo e delle Etichette, che in sostanza cancella la vecchia dicitura “il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto” sostituendola con “inibisce o ritarda l’ovulazione”, ci sorprende, ci rattrista e ci preoccupa.

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Cresce il numero delle vittime della legge 40/2004

COMUNICATO STAMPA N.3/2013 del 30 Luglio 2013

legge 40 comunicato stampa aigocIl numero delle vittime della legge 40/2004  continua a crescere: nel 2011 sono state 141.652, ma … sia i governanti che i medici ancora lo ignorano.

La lettura dell’annuale relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente
norme in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (Legge 10 febbraio 2004, n. 40, articolo 15) – pur alternandosi i Ministri – è sempre difficoltosa e rattristante perché continua ad ignorare i protagonisti principali, o meglio le vittime di queste tecniche di riproduzione applicate all’uomo.

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